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«Pastori con l’odore delle pecore», la rivoluzione gentile di Papa Francesco

di Federico Tremarco -

«Io ho la sensazione che il mio pontificato sarà breve, 4, 5 anni. È come una sensazione un po’ vaga... magari non è così? ma ho come la sensazione che il signore mi ha messo qui per poco tempo. Però è una sensazione, per questo lascio sempre le possibilità aperte».

Papa Francesco si racconta nella sua intimità di uomo semplice che pensa alla gente, a chi ha bisogno di aiuto, ai deboli, a chi non ha voce, a chi soffre.
Ripercorre dentro di se i giorni del suo pontificato e poi ne parla con padre Antonio Spadaro, il direttore di Civiltà Cattolica.

Già dalla sua prima uscita, dopo il conclave, ha subito raccolto le simpatie dei fedeli per il suo approccio semplice e diretto: un modo rivoluzionario di professare il cristianesimo (VIDEO).

Tra le sue principali sensibilità, la corretta attidutine al «cristianesimo proattivo» nel cammino della misericordia. Durante il suo pontificato ha sempre dato poca rilevanza alle cose materiali coltivando invece attenzioni e rispetto per il «creato» e i diritti «naturali» di ogni persona.

Incontra la gente, accarezza i bambini, è vicino al suo «gregge» come fa un bravo pastore, ascoltando ognuno con empatia. Chiede di essere «pescatori di uomini», invita ad un ministero quotidiano per perseguire i valori del cristianesimo. Promuove incontro e condivisione con le altre fedi religiose. Sempre coerente con la scelta del suo nome, «Francesco».

Tra i vari temi da lui affrontati nei discorsi ai fedeli, non sono mancati quelli che hanno suscitato l'ispirazione di complottisti e contestatori, che spesso hanno cercato di strumentalizzarne i contenuti.

Uno tra i tanti quello della «terza guerra mondiale a pezzi» (VIDEO). In questo passaggio infatti, spiega solo in modo semplice la gravità degli avvenimenti degli ultimi anni, usando un linguaggio diverso da quello presente invece nel nuovo testamento, tra i vangeli, quando i cristiani si preparavono a vivere momenti difficili (Matteo 24).

Chiede alla «Chiesa» di essere una chiesa di persone, di essere «pescatori di uomini», mettendo al primo posto l'importanza della persona e la ricerca della mansuetudine, come «pastori con l’odore delle pecore», senza essere autoreferenziali.

In tutto questo il «Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a Te», l'etica della reciprocità per perseguire il bene comune (approfondimenti).

Essere cristiani oggi, significa essere rivoluzionari: ecco la rivoluzione gentile di Papa Francesco.

 


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