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I motivi della riforma voluta da Matteo Renzi

di Roberto Signorino -

“Dobbiamo votare la riforma perché la riduzione del numero dei senatori ci darà un "risparmio" di parecchi milioni l'anno; E la limitazione dei suoi poteri renderà più "celere" l'iter delle leggi”.

Se questi fossero i reali motivi della riforma (ma così non è):

- perché MANTENERE in vita un Senato con persone e poteri limitati, mentre la sua completa eliminazione avrebbe consentito un maggiore “risparmio” e reso assai più “celeri” le leggi?

- perché, pur mantenendoloin vita, gli viene tolto il potere di dare la fiducia al Governo ? Cosa c'entra questo con il risparmio o la celerità delle leggi ?;

- perché sostituire i senatori (eventualmente dimezzati) con i sindaci e i consiglieri regionali ? Nemmeno questo c'entra granché con il “risparmio” o la “celerità” delle leggi;

- perché, dei, 47 articoli su 134 (5 risultano abrogati) sottoposti a riforma, di quasi nessuno di essi si chiariscono le ragioni della riforma ? E' del tutto evidente che la loro modifica non ha nulla a che vedere con il “risparmio” o la “celerità”.

I motivi della riforma non sono, dunque, quelli predicati da Renzi.

Sono, invece, quelli rappresentati dalla NECESSITA' DI ELIMINARE i quattro difetti delle Costituzioni indicati dalla Banca JP Morgan in un documento del 2013: 1°) la debolezza degli esecutivi nei confronti dei Parlamenti (e qui, casca a fagiolo: la riduzione del Senato, con la limitazione dei suoi poteri, quali perdita del diritto di votare la "fiducia" al governo, ecc.); 2°) l’eccessiva capacità di decisione delle Regioni nei confronti dello Stato (basta leggere il titolo del quesito referendario per scoprire che la riforma mira a rivedere il rapporto Stato-Regioni) ; 3°) eliminare la tutela costituzionale del diritto del lavoro (il primo passo è stato fatto con il jobs act); 4°) eliminare la libertà di protestare contro le scelte non gradite del potere (prossima tappa per eliminare la democrazia).
ECCO A COSA MIRA LA RIFORMA DI RENZI!


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