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L’economia insostenibile delle isole minori

di Battista Belvisi -

L'art. 3 della carta costituzionale italiana recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Tale principio é stato fortemente sottolineato dell'assessore con delega all’Ancim per il Comune di Ischia, Carmen Criscuolo, in occasione dell'ultima assemblea nazionale dell'ANCIM (assemblea nazionale comuni sole minori) dal titolo Piccole isole, energie pulite e soluzioni condivise: Ischia all’assemblea nazionale Ancim "..lo sviluppo dei nostri territori deve passare attraverso la consapevolezza che l’insularità sia una risorsa, più che un handicap. Conosciamo le problematiche comuni, che affronteremo in modo sempre più risoluto facendo rete, e sappiamo anche che il Contratto di Sviluppo per i Beni Culturali e il Turismo nelle Isole Italiane, sottoscritto dal ministro Franceschini, getta le basi per una destagionalizzazione dei flussi turistici: le piccole isole hanno risorse culturali consistenti, in grado di giustificare finestre turistiche più ampie di quelle classiche, legate in prevalenza alla balneazione."...

Se questo principio era pienamente rispettato in occasione dei tempi migliori della prima repubblica, quando i governi a prevalente guida democristiana, per vocazione o per convenienza elettorale, riuscivano a gratificare e migliorare le vite degli italiani, indistintamente dalle alpi a Pantelleria, lo stesso non si può dire per il periodo che va sotto il nome di seconda repubblica. Quando, le ire dei pubblici ministeri si sono abbattuti sugli esponenti del pentapartito e ne hanno decretato l'annientamento politico, i loro sostituti e le istituzioni italiane neo-purificate non sono più stati in grado di rispondere appieno alle esigenze delle popolazioni ubicati nei territori più complicate per orografia e per geografia del territorio Italiano.

Se infatti negli anni del boom economico italiano e nel ventennio successivo si riusciva ad ammodernare angoli remoti dell'Italia con servizi ed infrastrutture che spaziavano nei settori della sanità ( ospedali, laboratori e pronto soccorsi), istruzione (scuole, asili, istituti di formazione) mobilità (porti, aeroporti, strade, autostrade), lo stesso non si può dire in questi ultimi anni allorché assistiamo giornalmente a servizi tagliati a scuole inadeguate a strade dissestate, infrastrutture fatiscenti, rotte tagliate, navi vetuste e via dicendo.

Solo a titolo esemplificativo vi dico, per non andare lontano, a Pantelleria, dove vivo per la maggior parte dell'anno, paghiamo la benzina 50 centesimi in più rispetto agli altri cittadini della Sicilia, voliamo per raggiungere gli aeroporti più vicini della Sicilia allo stesso prezzo di una delle tante tratte che uniscono le città italiane con gli aeroporti siciliani, e compriamo gli alimenti ad un prezzo medio del 30% più alto del resto d'Italia.

La sfida del governo che  guiderà  l'Italia dopo quello di Gentiloni dovrà essere quella di fare stare meglio gli italiani, a prescindere dal loro luogo di residenza, metropolitano, alpino, o insulare, garantendo a tutti gli italiani pari benessere ed opportunità sociale.

Personalmente credo che questo gravoso compito non potrà che essere affidato a chi già nella storia moderna dell'Italia ha vinto battaglie analoghe.

Il ruolo al quale è chiamata la parte moderata e cattolica della politica Italiana rappresentata in particolare da Rivoluzione Cristiana è importante e complesso, ma le contingenze sociali ed economiche del paese, sono tali che nessuno di noi si può sottrarre da questo compito, neanche tu che sei arrivato in fondo a questo scritto e che con la tua sensibilità e profonda riflessione vorrai mettere da parte tutto lo sconforto e l'astio nei confronti di una politica che negli ultimi anni non è più riuscita a dare risposte e speranza ai cittadini ma soprattutto ai giovani Italiani.


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