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La “crociata post-moderna” di Gianfranco Rotondi

di G. Battista Belvisi -

Era il 28 giugno 2015 quando Gianfranco Rotondi lanciava Rivoluzione Cristiana: "da oggi tentiamo lo choc di un rinnovamento totale dell'offerta politica dei cattolici".

Da allora molte cose sono cambiate nella politica italiana. Il governo Renzi ha sostanzialmente fallito il suo percorso riformatore, il m5stelle è sulle barricate per difendere amministratori intenti ad occuparsi di tutto tranne che dei problemi delle città. Il PD è una polveriera pronta ad esplodere da un momento all'altro. Gli italiani rimangono divisi tra lo sconforto per un movimento che palesa ogni giorno inadeguatezza, approssimazione e sussulti autoritari, e tra chi invece, spera nel popolo sovrano. Quest'ultimi però non sono sicuri che le sole strette ad un'immigrazione sempre più bisognosa di interventi correttivi, o una veloce fuoriuscita dell'Italia dall'euro (sempre che sia possibile) basti a risollevare un paese stagnante da un punto di vista economico, e con debito pubblico e disoccupazione fuori controllo.

Ci sono poi gli Italiani che stanno alla finestra. Questi non si recano neanche più alle urne, non credono più in un cambiamento reale nello stato delle cose.

Quanto detto ai giornalisti da Gianfranco Rotondi in occasione dell'ultima Direzione Nazionale di Rivoluzione Cristiana rappresenta a parere di chi scrive una grossa novità nell'incartamento della politica italiana:

"Di fatto entriamo in una fase non più segnata da una legge elettorale maggioritaria e dunque nella discussione non contano più le alleanze, ma le identità. La nostra identità è quella dei cattolici democratici, la nostra storia è quella democristiana, il nostro orizzonte è il Partito Popolare europeo. Quindi chiediamo a Berlusconi e a Cesa di dar vita ad una federazione popolare aperta che parta da Fi, Rc e Udc".

L'abbandono del maggioritario, probabilmente, potrà mettere insieme le forze moderate, liberali, progressiste cattoliche, laiche e popolari, in modo tale che le identità che diversifica tali forze politiche divenga una grande ricchezza in occasione delle scelte politiche che il prossimo governo di coalizione dovrà necessariamente compiere in Italia, in Europa ed in altre sedi internazionali.

Dunque non ci rimane che tifare e confidare in questi uomini di "buona volontà" che il giorno dopo le elezioni, si siedano intorno ad un tavolo e lavorino insieme alle emergenze del paese, non più rimandabili.

E' condizione essenziale però che gli Italiani e gli elettori ritornino ad avere fiducia in chi si vuole spendere per il bene comune, ed i Politici, dal canto loro, facciano fronte comune contro l'avanzata dell' "antipolitica". Rivoluzione Cristiana con il suo Leader Gianfranco Rotondi è fortemente impegnata in questa "crociata" post-moderna!


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