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Il futuro è elettrico

di Fabrizio Scipioni -

Oggi non tutti hanno ancora realizzato che stiamo vivendo in un mondo totalmente dipendente dall’energia elettrica. Ma, se ci soffermiamo ad elencare tutto quello che facciamo quando siamo connessi ad una rete elettrica ne abbiamo la conferma. Infatti, senza elettricità non possiamo utilizzare un modem per connetterci ad internet o, cosa ancora peggiore, non possiamo ricaricare il nostro smartphone!

Questa elettrificazione spinta crea enormi possibilità di sviluppo, offrendoci la possibilità di eliminare la nostra dipendenza del petrolio in tempi brevissimi.

Infatti, già oggi, molti di noi utilizzano il petrolio e il gas naturale, esclusivamente per alimentare l’auto e per riscaldare le case.
Per riscaldare le case abbiamo già la possibilità di utilizzare l’energia elettrica con un ottimi rapporto di rendimento, l’unico vero vincolo è per i sistemi di trasporto, dove ancora la tecnologia e le infrastrutture non permettono il passaggio all’auto elettrica in sostituzione di quella a motore termico.

Molte case automobilistiche stanno commercializzando e sviluppando nuovi modelli di auto elettrica, ciò lascia supporre che il motore termico abbia i giorni contati. Ad esempio, Opel è pronta a commercializzare Ampera, un auto elettrica con un'autonomia di circa 500 km che permetterà a molti pendolari di viaggiare per tutta la settimana lavorativa prima di effettuare una ricarica.

I vicoli per il passaggio all’auto elettrica sono tutti infrastrutturali, ma possono essere risolti con grande facilità, incentivando l’installazione di torrette di ricarica all’interno dei parcheggi dei centri commerciali o di quelli delle aziende, magari asservite a pannelli fotovoltaici, così da ricaricare la vettura ad impatto pressoché zero durante i tempi inattivi della vita quotidiana.

Se ci pensate, il passaggio alla vettura elettrica è l’ultima barriera che deve essere superata per abbandonare definitivamente i combustibili fossili e passare a fonti energetiche rigenerabili. Infatti, ad eccezione del riscaldamento delle case e del carburante per le autovetture, tutto il resto viene alimentato dall’energia elettrica che come dicevamo può essere agevolmente prodotta da fonti rinnovabili a costi contenuti ed in modo sostenibile.

Grazie alla spinta di efficientamento energetico innescato dal caro petrolio e dal contenimento delle emissioni di anidride carbonica, oggi, a parità di apparecchi installati, i consumi delle nostre case si sono ridotti considerevolmente con una diminuzione della potenza necessaria a soddisfare i bisogni energetici nazionali ed un eccesso di produzione che sta portando ad una rapida chiusura delle centrali elettriche a ciclo termico più inquinanti: quelle ad olio combustibile. Per rendersene conto, è sufficiente pensare che dieci lampadine a led, con le quali siamo in grado di illuminare una casa di medie dimensioni, consumano ora come una vecchia lampadina ad incandescenza da 100 Watt. Quindi, già oggi abbiamo un eccesso di produzione di energia elettrica, con il problema di trovare un “magazzino” per stoccare questo eccesso di produzione nei periodi di bassa richiesta e rimetterla in rete nei periodi di picco, in sostituzione delle centrali a turbogas che utilizzano tonnellate di gas metano in larga parte importato.

Tutto ciò, ci suggerisce che il passaggio ad un mondo 100% elettrico affrancato dall’utilizzo dei combustibili fossili e quindi indipendente dal petrolio, è a portata di mano. Dobbiamo soltanto sviluppare le infrastrutture di ricarica ed il passaggio al mondo elettrico sarà completato, con un enorme impatto sulla nostra economia e sulla bilancia commerciale che non sarà più gravata dai costi di acquisto dei combustibili fossili che verranno sostituiti da fonti rinnovabili, largamente disponibili ed incrementabili in Italia. Affinché tutto questo si realizzi ci dobbiamo concentrare sullo sviluppo delle infrastrutture e dei sistemi di immagazzinaggio, richiedendo a gran voce che vengano messi in campo tutti gli investimenti e le facilitazioni normative necessarie ad agevolare l’afflusso di capitali in questo settore.

Con una normativa chiara e semplice rendiamo facile lo sviluppo delle infrastrutture, nuove infrastrutture portano a nuovi posti di lavoro che vanno a sostituire quelli “bruciati” dalle recenti tecnologie che stanno sostituendo il lavoro umano nella aziende più tradizionali, sempre alla ricerca di efficientamenti.

La facilità di ricarica di un'auto elettrica è l’ultimo scoglio che dobbiamo superare per il completo affrancamento dai combustibili fossili che, per un Paese come il nostro, comporta notevoli benefici economici.

Certo, il passaggio alle auto elettriche porterà anche delle modifiche nella filiera del “dopo vendita” del settore automobilistico, visto che le esigenze manutentive di una vettura elettrica sono nettamente differenti da quelle a motore termico, ma l’innovazione ha sempre generato nuovi posti di lavoro non li ha mai distrutti (si pensi alle nuove professionalità che sono nate con l'avvento dei Personal Computer ben superiori a quelle che si sono “estinte”).

In conclusione, il passaggio ad un mondo 100% elettrico è vicino e comporterà, se ben gestito, una nuova rivoluzione industriale con la nascita di nuove professionalità e nuove abitudini. Pertanto, non dobbiamo opporci a questo cambiamento ma chiedere che venga effettuato nel modo più corretto e celere possibile, così da attirare nuovi investimenti e fare di nuovo dell’Italia la culla dell'innovazione come come avvenuto in passato.


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