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Basta leader e capi, prima la visione e poi la guida

di Federico Tremarco -

"Mi riprendo il movimento", "Mi riprendo il partito","il tridente", "il direttorio","il giglio magico", tutti modi di dire e fantasiosi appellativi o decadenza della visione e missione politica?
Ipotesi da non scartare, seguendo la logica naturale che vede un partito o un movimento, una comunità di persone che condividono lo stesso progetto politico e non oggetti.
Per quale motivo quindi si cerca sempre di trovare una gestione personalistica e confusa degli elettori in funzione di una leadership o di un capo, se invece al paese servono cose più urgenti?
Se il problema è la gestione organizzativa, politica o amministrativa, potrebbe funzionare come nelle aziende, dove l'amministratore non viene a decidere cosa devi o non devi fare a casa tua, ma si limita solo alle attività aziendali.
Le piazze? Si vanno bene, la gente vuole ed ha il diritto di essere informata, ma poi? Qual'è la missione di un politico? Qual'è la visione del partito?
I dati Istat dipingono di grigio la ripresa, il lavoro non decolla, le imprese continuano a soffrire, i correntisti a cui sono stati sottratti i soldi dalle banche stanno sempre lì, eppure, tutte le forze politiche sono concentrate nel duro lavoro di posizionamento del "capo".
Ma allora mi chiedo, ma il "capo" sovrano non è sempre il popolo? o funziona a giorni alterni?
Ci sono alcuni passaggi che non sono chiari, anche fermandosi solo ad una disamina oggettiva.
Ad esempio, il vicepresidente della Camera dal palco: "Siamo la prima forza del Paese e governiamo Roma".
A Roma a parte la decisione sulle olimpiadi ancora non si è nemmeno cominciato. Forse una "distorsione" semantica?
Roberto Fico dice, "Credo in un movimento senza leader, trasparente, orizzontale. Un Movimento che non ha paura di dirsi le cose in faccia", poi conclude "Mai più leader, mai più deleghe".
Bel problema allora, perchè Beppe, come dice lui, è andato fino a Palermo per dichiarare a tutta Italia che si è ripreso il movimento. Caso di "distonia" conclamata, visto che Beppe ora è il "capo"?
Comunque confermiamo che adesso gli italiani sanno che Beppe si è ripreso il movimento.
Anche Davide Casaleggio è intervenuto, "Non sono qua a sostituire mio padre - ha detto dal palco, - sono qua a ricordarlo, ricordare il suo sogno, portare avanti il suo progetto che si chiama Rousseau. I partiti stanno tenendo lontani i cittadini dalle decisioni importanti, con Rousseau rimettiamo cittadino al centro". "Abbiamo fatto cose straordinarie, faremo di più nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Questo sogno una volta era di mio padre, ora di milioni di persone, di tutti noi. Dobbiamo restare uniti, uniti realizzeremo il nostro sogno".
Caro Davide, pregevole la tua intraprendenza, ma ci sono milioni di italiani senza lavoro e senza casa, i sogni verranno dopo. Prima servirebbe un letto per tutti dove poter dormire tranquilli.
Ma l'insuperabile rimane Beppe quando dice, "Vi ricordate quando ho fatto un passo di lato? Io non ci ho mai proprio veramente creduto". Ma se non ci crede lui in se stesso, allora stanno messi proprio male? E perchè poi, dirlo così apertamente?
A questo punto, se si vuole passare alla politica dei fatti, leader o capo fa poca differenza per i cittadini. Prima la visione e poi la guida.


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